Gli aperitivi made in Spagna

Uno dei buoni motivi per andare in Spagna? “Las tapas“! Vediamo un po’ cosa sono. La tapa è uno stuzzichino tipico spagnolo, consumato come antipasto o come aperitivo. E’ tradizione accompagnarli con una bevanda alcolica (la sangrìa per esempio) o analcolica, direttamente al bar. Non è strano per gli spagnoli cenare fuori casa a base di tapas, passando da un locale a un altro (ir de tapas).

Tapas

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco alcuni esempi di tapas che potrebbero esservi servite:

  • Olive (aceitunas)
  • polpette (albondigas)
  • merluzzo saltato servito con pane e pomodori (bacalao)
  • acciughe bianche (boquerones)
  • anelli di calamaro fritti (calamares fritos)
  • patate fritte accompagnate da una salsa piccante (patatas bravas)
  • crocchette (croquetas) di patate con pollo o prosciutto

Le leggende che ruotano intorno all’origine de las tapas sono riconducibili alle due più famosa. Una racconta che Re Alfonso X el Sabio, colpito da una malattia rara, fosse obbligato a mangiare a tutte le ore e a bere del vino. Perciò il Re impose che venisse servito vino senza cibo per evitare che l’alcol inebriasse troppo velocemente. L’altra, invece, racconta che mentre il Re Alfonso XIII durante una sua visita a Cadìz fu colto da una forte corrente d’aria e il cameriere fu costretto a tappare il bicchiere con una fetta di prosciutto, per impedire che entrasse la sabbia.

Solitamente las tapas vengono servono gratuitamente insieme a un bicchiere di vino, birra o altro. Quando le si trova a pagamento possono essere considerate le classiche trappole per turisti. La prima volta che mi sono trovata davanti a questo ben di dio è stato a Barcellona, ma sono stata sfortunata perchè stando sulla Rambla sono capitata in locali turisitici, in cui erano solo a pagamento e non proprio a buon prezzo. La seconda volta è stato a Madrid e qui sì che sono stata catapultata nella vera tradizione spagnola. Ero nel locale El Tigre, nel quartiere Chueca. Definirlo affollato è un eufemismo. C’era così tanta gente che non si riusciva nemmeno a avvicinarsi al bancone. I piatti pieni di tapas, rigorosamente gratuite, ci venivano passati dalle altre persone tenendo le mani per aria.

Un altro tipo di stuzzichino, sono i Pinchos , ovvero vari ingredienti infilzati con uno stuzzicadente e disposti su una fetta di pane. I più diffusi sono prosciutto, formaggio, pesce, olive, peperoni. All’ora

Pinchos

dell’aperitivo sono esposti sul bancone del bar e i clienti, quasi sempre, possono servirsi da soli. La cosa curiosa è il fatto che in molti locali si paga il conto in base al numero di stuzzicadenti rimasti sul piatto. Solitamente il prezzo si aggira su 1.30-1.50 € l’uno, a seconda della grandezza. Ho provato i pinchos in varie città spagnole, Siviglia, Madrid ma soprattutto Valencia. Sono capitata per caso in una vietta pedonale dietro Plaza de l’Ayuntamento e ho trovato questo piccolo locale con tavolini all’aperto, la Taberna de la Reina. La prima volta che ci sono stata (sono tornata altre volte in successivi viaggi) sono rimasta molto sorpresa dall’usanza di pagare a seconda del numero di stuzzicadenti. I più corti avevano un prezzo più basso dei più lunghi.

Buon tour per i bar spagnoli!

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