Islanda: terra degli elfi

E’ difficile non restare affascinati da un Paese come l’Islanda, in cui estrema modernità, natura selvaggia e antiche credenze convivono perfettamente in armonia. Credere che gli elfi esistano, è uno degli aspetti curiosi di questa isola. Da un sondaggio, è emerso che circa l’80% degli Islandesi sono convinti della loro esistenza, o meglio, la maggior parte non ammette apertamente di crederci ma, per timore scaramantico, nemmeno lo nega.

Siccome questa credenza affonda le sue radici nel Paganesimo, la religione cristiana ha costruito una leggenda sull’origine degli elfi con Adamo e Eva come protagonisti. Si narra che Dio abbia chiesto ad Eva di mostrargli i suoi figli. Purtroppo eva non riuscì a fare il bagno a tre dei bambini e decise di nasconderli nell’armadio piuttosto che presentarli in disordine. Quando Dio scoprì la bugia, le disse “Ciò che è nascosto a Dio, sarà nascosto anche agli uomini. Solo chi è puro di cuore potrà vederli” e rese invisibili i 3 bambini. Dato che i puri di cuore scarseggiano e restano quindi per lo più nascosti, vengono anche chiamati hidden people. In stretta connessione a questa storiella, è largo uso tra gli islandesi, posizionare 3 casette nei loro giardini adibite ad ospitare i tre figli di Eva, come buon auspicio per la proprio famiglia.

Elfi

Si dice che gli elfi abbiano come dimora le rocce e che debbano essere sempre consultati prima di un qualsiasi progetto edilizio. Se si verifica qualche inconveniente durante questo tipo di lavori, gli islandesi credono che la causa sia l’aver disturbato qualche elfo, abitante del luogo. A questo proposito, durante il mio soggiorno in Islanda, una guida turistica mi ha raccontato una storiella curiosa: negli anni ’70 durante i lavori per la costruzione della strada che unisce Kòpavogur a Reykjavik, gli operai hanno cercato invano di spostare una roccia che ne ostacolava la realizzazione. Durante i lavori, più e volte i macchinari si sono inceppati senza una spiegazione ragionevole. L’unica causa che agli islandesi sembrava plausibile è che quella roccia fosse abitata dagli elfi. Per non scatenare la loro ira, i lavori sono stati portati creando una strada che aggirasse il masso.
Come dicevo all’inizio dell’articolo, l’origine di queste credenze può essere fatta risalire alle radici pagane della cultura islandese. Le eruzioni vulcaniche, un clima inspiegabilmente mutevole, i geysir, una natura forte e misteriosa non possono che rafforzare questa sensazione di convivenza con qualcosa di soprannaturale.

A proposito di queste credenze, vi consiglio questo articolo di Repubblica del 1998, in cui si il primario di rianimazione dell’ospedale di Reyljavik, il Professor Thorwaldson, altri aneddoti sul tema.
http://d.repubblica.it/dmemory/1998/09/01/attualita/ilviaggio/106fir115106.html

Ricordatevi di essere gentili con gli elfi quando andrete in Islanda.. o potrebbero farvi qualche scherzetto poco simpatico!

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