Sami? Lapponi? O Eschimesi?

Fin da piccola mi dicevano “Sì lassù al Polo Nord vivono gli Eschimesi, i Lapponi..quelli che si salutano strofinandosi il naso”. Non mi sono mai interessata, prima dell’anno scorso, delle zone situate oltre il Circolo Polare Artico e quindi per vent’anni nella mia testa è aleggiata questa falsa verità.

Quando la primavera scorsa ho iniziato a leggere la Lonely Planet della Norvegia, ho iniziato a leggere del Finnmark, la regione più a nord di questo stato, abitata anche dalla comunità Sàmi. Sami? E chi sono sono? Mi sono chiesta. Curiosa come una scimmia ho iniziato a documentarmi e ora condivido con voi un po’ di storia di queste popolazioni.

Lapponia

Area Sàpmi

I Sami, sono una comunità di 75.000 persone che abitano le zone artiche dalla penisola di Kòla (Russia), la Lapponia finlandese e svedese, e il Finnmark norvegese (quasi il 50%). Essi stessi chiamano quest’area Sàpmi. La Sàpmi non costituisce uno stato indipendente, bensì rappresenta un’unione culturale dotata di un proprio Parlamento con sede a Karasjok (la loro capitale), in Norvegia. Sàmi delle ForesteHanno anche una loro bandiera e un loro inno. Un Sàmi, si definisce tale se nel suo albero genealogico ha genitori o nonni che hanno imparato la lingua sami come propria lingua madre. Come tratti fisici sono caratterizzati da capelli, pelle e occhi molti chiari e un’altezza media di 157cm. Non hanno assolutamente gli occhi a mandorla e per questo non posso essere inseriti tra gli asiatici.

Fin dai tempi antichi sono stati suddivisi in vari gruppi, a seconda delle zone in cui vivevano.

  • Sàmi del Mare
  • Sàmi delle Montagne

I Sàmi erano un popolo nomade che si spostava portando con sè poche cose e su una slitta trainata da renne. Vivevano in capanne fisse, kota (simili a quelle degli Indiani d’America) oppure in tende mobili in pelle di renna, layvu.

capanna sami

Una layvu

I Sàmi erano per lo più allevatori di renne, pescatori e cacciatori. E’ solo dagli anni ’50 che diventano sedentari e danno origine ai primi centri urbani.

Le antiche concezioni dei Sàmi si basavano sull’idea che la natura e ogni cosa avessero un’anima. Proprio in relazione a questo, le divinità erano collegate ai fenomeni naturali. La più importante era il Governatore del Cosmo, che dava la vita e proteggeva la fertilità. Poi ci sono Beivve (divinità del sole) e Mano (luna). Beivve era rappresentata da una figura femminile alla quale durante il solstizio d’inverno veniva sacrificata una femmina di renna bianca. Invece, nel periodo in cui il sole iniziava a salire al di sopra dell’orizzonte, gli stipiti della case venivano cosparsi di burro, che si scioglieva al sole, per far sì che Beivve recuperasse le forze e tornasse a splendere nel cielo. Ovviamente, essendo il sole un bene prezioso per questa parte dell’emisfero, la divinità aveva un ruolo particolarmente importante.
La religione tradizionale era quella sciamanica.

bandiera sami

Bandiera sàmi. La parte rossa del cerchio indica il sole, quella blu la luna, mentre in generale i colori giallo, blu, verde, e rosso rappresentano i loro colori tradizionali.

Sàmi credevano che al momento della morte, il corpo e l’anima si separassero definitivamente. Lo sciamano, detto anche Noaide, poteva entrare in trance, abbandonando il suo corpo e vagando per il mondo degli spiriti (sotto forma di animali) allo scopo di trovare le cause della cattiva sorte di un essere umano o per riportare indietro lo spirito di una persona malata. Era infatti loro credenza, che una persona si ammalasse perchè i suoi parenti morti ne avessero rapito lo spirito. Lo sciamano doveva quindi negoziare con Jabmeakka (dea dei morti) lo spirito del malato. Lo strumento principale col quale entrava in contatto con gli spiriti era il tamburo, considerato poi dai missionari cristiani come lo “strumento del demonio”e per questo, nella maggior parte, distrutti.

I Sàmi hanno un modo speciale di cantare, dal potere ipnotico e sciamanico,chiamato joik. Ricorda molto i canti dei nativi americani. E’ una forma melodica senza musica, che cerca di trasferire l'”essenza” del luogo o della persona a cui si ispira. Il testo è molto ridotto, se non addirittura assente. Possiamo addirittura avvicinare la sua forma melodica a quella di un uccello, assolutamente non riproducibile perchè tonalità e tempi variano anche in base all’umore della persona. Alla nascita, può essere cantato e dato in dono, un joik  personale.

L’angolo della curiosità

 Angelin Tytöt “Giddat” (esempio di canzone sàmi)

Posso segnalare Mari Boine, come cantante sàmi dei giorni nostri che canta alcuni suoi pezzi secondo questo stile melodico.
Durante il mio viaggio invernale nel Nord Norvegia, a Tromso, ho avuto modo di conoscere un ragazzo sàmi. E’ stato un incontro molto interessante, sia perchè ho avuto modo di conoscere qualcosa in più su questa popolazione, sia perchè ho avuto il piacere di sentire un joik dal vivo e improvvisato. Ero assolutamente incantata da quelle modulazioni di voce e in quel momento desideravo che non smettesse più di cantare.
I Lapponi, invece, non sono altro che gli abitanti della regione Lapponia e non devo essere confusi con i Sàmi. Infatti, i primi, comprendono anche i finlandesi che abitano quell’area, ma impropriamente i due nomi sono spesso associati.

Infine ecco gli Eschimesi, che non c’entrano assolutamente nulla con gli altri, se non per la posizione geografica. Gli Eschimesi sono una grande popolazione al cui interno si riconoscono due gruppi: gli Inuit e gli Yupik. Gli Inuit vivono all’estremo nord in Alaska, Canada e Groenlandia mentre gli Yupik vivono nell’Alaska occidentale, in Siberia e nel resto dell’estremo oriente russo.

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