DIARIO DI VIAGGIO: Norvegia Estate 2012

Ecco il viaggio galeotto nelle Terre del Nord, che mi ha accesso in me la passione per queste aree remote, di cui non riesco più a farne a meno. Un amore per questi paesaggi estremi, che l’uomo comune definisce “dimenticati da Dio”. Io direi, invece, che “Dio o chi per lui” ci ha visto benissimo per aver creato queste meraviglie.

DAY 1 – MERCOLEDI’ 06/06/2012 – MILANO TO OSLO
LUFHTANSA
17.10 MXP-MUN
19.40 MUN – OSL

Arriviamo a Oslo intorno alle 22, quasi ora del tramonto. Tempo di recuperare i nostri zaini e si parte alla ricerca del treno per arrivare in centro città. Il nostro Oslo airport express, che passa ogni 10 minuti, ci porterà in una ventina min. alla Stazione Centrale di Oslo (Oslo S). Costo 170 NOK e wifi free su tutte le carrozze.
Il nostro alloggio di fortuna, per questa prima notte, è Oslo Apartments. Pensando ad una maggiore vicinanza alla Stazione Centrale, decidiamo di evitare la metropolitana e ci incamminiamo e dopo ben 45 minuti arriviamo a destinazione, con almeno 15kg distribuiti su schiena e davanti. Sul sito di prenotazione era ben specificato che la reception dove fare il check in era quella del Kampen Best Western. Si tratta di un complesso di appartamenti a fianco di questo hotel, all’interno di un cortile nascosto. Il wifi non era assolutamente gratuito. Mi è costato 25 NOK per un’ora di uso e sono dovuta tornare alla reception del Best Western per poterne usufruire perchè non prendeva nel nostro appartamento. Specifico che non si trattava di un appartamento tutto per noi, ma condiviso con stanze senza porte o con grandi vetrate/porte con vetri che portavano a 0 il livello di privacy. Per un costo pari a 225 NOK diciamo che non potevamo lamentarci più di tanto. D’altronde ci siamo rimaste giusto il tempo di dormire 4h e ripartire per la seconda tappa che avrebbe segnato la nostra ascesa verso il Nord.

DAY 2 – GIOVEDI’ 07/06/2012 – OSLO TO BERGEN
Sveglia all’alba. Pronte, via! Questo volta, decidiamo saggiamente di ritornare alla Stazione Centrale sfruttando la metropolitana. In pochi minuti raggiungiamo la fermata Toyen, già aperta alle 5.30. Due stop e siamo in stazione. Un viaggio di circa 8 ore ci porterà nella carinissima cittadina di Bergen, sui fiordi. Sembrano molte ore, ma ammetto che dopo qualche sonnecchiamento nella parte iniziale, assistiamo ad un piacevole graduale allontanamento dalla civiltà. Mi sveglio all’improvviso e mi sembra di essere al Polo Nord: intorno a me solo bianco. Neve e ghiaccio la fanno da padrona e solo qualche sparuta casetta compare ogni tanto davanti ai nostri occhi. Sono incantata e emozionatissima. Un assaggio di ciò che mi avrebbe trasmesso la natura norvegese nei giorni a venire.

Tra Lillehammer e Myrdal

Il treno fa diverse tappe anche nel bel mezzo di questo paesaggio polare, ma l’unica che si protrae per un’oretta è quella a Myrdal. Questa stazione tra le montagne, è il punto in cui i turisti che hanno prenotato il tour “Norway in a Nutshell” abbandonano questo treno per prendere la Flamsbana, linea ferroviaria che unisce Myrdal a Flam. La particolarità di questa linea è proprio il suo percorso tortuoso che si snoda tra alte montagne dando la possibilità di ammirare un rame del Sognefjord. Il nostro treno si svuota quasi completamente e verso le 13 ripartiamo alla volta dei fiordi. In poco tempo il paesaggio cambia radicalmente: il deserto bianco lascia il posto ad un lago e ad una natura verde lussureggiante. Come mi era stato anticipato, è un tragitto che vale proprio la pena di essere percorso durante il giorno per poter godere di questi splendidi panorami. Un investimento di 299NOK (tariffa minipris) che si è rivelato vincente. Intorno alle 15 arriviamo a Bergen, che ci accoglie con un bellissimo sole ed una temperatura piacevole che consentiva un’alternanza tra t-shirt e felpa.
Il nostro rifugio per questa tappa è il Marken Gjesthaus, un ostello molto carino (situato a 5 minuti dalla stazione ferroviaria e 10 dal Bryggen. Avendo il nostro saccolenzuolo abbiamo risparmiato sul noleggio della biancheria. Il wifi è incluso nel prezzo, 710 NOK per una stanza doppia con bagno in comune.

Bergen
 Passeggiare per Bergen è molto gradevole, complice il sole tiepido. E’ una città piccolina col caratteristico porticciolo lungo cui si estende un superlativo Mercato del Pesce. Prestate attenzione agli orari di chiusura. Come in tutti i paesi nordici si cena molto presto e intorno alle 18.30 iniziano a smontare le bancarelle. Ovviamente pesce fresco squisito con prezzi che si aggirano intorno alla media norvegese. Ad esempio dei crostini con salmone 16NOK, 10NOK per il fiskekake (tortino di pesce) o 49NOK per un panino farcito (vari tipi di pesce insieme). 

Un posto che consiglio per passare una piacevole serata è il Garage Pub, vicino al centro, in cui si può bere una buona pinta a 49NOK fino alle 22 (Happy Hour) e a 61NOK dopo questo orario.
Dal porto assistiamo ad un tramonto di mezzanotte e decidiamo di tornare a casa per prepararci alla tappa successiva.

Bergen 0:00h

DAY 3 – VENERDI’ 08/06/2012 – BERGEN TO BODO TO REINE (Lofoten Islands)
Anche oggi ci svegliamo all’alba, anzi alle 5 il sole è già in piedi da un paio di ore.
Ci dirigiamo verso la stazione dei pullman che si trova dietro il centro commerciale Bergen Storsenteser e attendiamo il nostro Flybussen che ci porterà all’aeroporto di Flesland (20km dalla città) in circa 40 minuti.
WIDEROE
7:00 BERGEN
8:50 BODO

Arriviamo a Bodo, città oltre il Circolo Polare, e rimaniamo un po’ deluse. Cielo plumbeo e un panorama poco attraente, ci aspettano fuori dall’aeroporto. Non sapendo dell’esistenza di un bus che collega l’aeroporto al porto, prendiamo il primo taxi e paghiamo 80NOK.Due ore dopo ci aspetta il traghetto (168NOK) che ci porterà finalmente alle Isole Lofoten. In circa 4 ore siamo a Moskenes nella parte sud. A questo indirizzo http://torghatten-nord.no potete recuperare le informazioni necessarie e gli orari.
La nostra prima notte in questo gioiello naturale sarà a Reine, situato nella parte meridionale. La padrona dell’Hotellet Gjesthaus viene a recuperarci al porto per 150NOK e ci consente di evitare l’attesa del pullman che ci avrebbe portato a Leknes a ritirare l’auto.

Baccalà lasciato a essicare

Questa bellissima pensioncina si trova proprio davanti al piccolo supermercato, di fianco al quale c’è la fermata del bus. Non è un vero e proprio albergo, ma si tratta di un paio di stanze situate al primo piano della casa di questa signora, Lillian. Uso comune è lasciare le proprie scarpe in un piccolo atrio prima di entrare in casa. La casetta tutta in legno ci fa sentire come dentro ad una fiaba. L’atmosfera è calda, profumata e accogliente, come se fossimo a casa nostra. La nostra stanza dà sul fiordo e su una distesa di baccalà lasciati ad essicare. Ma non è finita qua, nel piccolo spazio comune fuori dalle stanze, c’è un piccolo divano, una libreria (qualche libro è in italiano) e un tavolino munito di bollitore, varie miscele da the e last but not least, una vaso pieno di cookies fatti in casa. Nella notte soleggiata, ne divorerò almeno la metà. Per le 16 e qualcosa, prendiamo l’autobus (96NOK) con direzione Leknes per andare a ritirare l’auto che abbiamo noleggiato per 3 giorni. Si tratta di un percorso di circa un’oretta e mezza in cui avrei potuto benissimo riposarmi. E invece no, come una bambina rimango appiccicata al finestrino ad ammirare la bellezza in cui sono immersa. I fiordi entrano qua e là e formano specchi d’acqua in cui le montagne innevate si riflettono. Assisto ad un graduale cambiamento di paesaggio, dalla drammaticità del sud con montagne altea picco sul mare ad una zona più pianeggiante, passando per la vista di spiagge bianche e acque cristalline. Se non ci fosse stata la neve sulle montagne, avrei potuto dire di essere ai Caraibi.

A spasso per la Flakstadoya

Da Leknes centro dobbiamo fare una passeggiata a piedi fino all’aeroporto che si trova a circa 2km dalla stazione dei pullman. Abbiamo noleggiato una comodissima Opel Corsa per 3 giorni, al costo di 140 euro presso Avis. L’unico contro è che in Norvegia gli uffici chiudono prestissimo (alle 16) e noi che siamo arrivate dopo le 18 abbiamo dovuto telefonare al proprietario, che è arrivato direttamente da casa sua con la sua bambina. Al rientro lasceremo poi le chiavi alla Petrol Station che si trova a fianco della fermata dell’autobus, poichè di domenica l’ufficio è chiuso. Finalmente possiamo iniziare a scorrazzare per le meraviglie più nascoste dell’isola. A causa di una frana, la strada nei pressi di Reine è dissestata e in alcuni tratti è difficile guidare visto il precipizio a lato. Appunto per questo motivo la strada è interrotta da Hymnoy a Ramberg dalle 0:00 alle 6:00 e siamo quindi costrette ad accelerare il nostro tour in zona in modo da rientrare a Reine in tempo.

Reine by night

Ecco le nostre tappe, escludendo i vari stop in mezzo alla strada deserta:
Stamsund (secondo punto di attracco della Hurtigruten, oltre a Svolvaer)
Nusfjord (piccolo paesino pittoresco caratterizzato dalle classiche casette rosse dei pescatori, le rorbuer)

Strada per Nusfjord
  • Flakstad (graziosa chiesetta) 
  • Skagen (grande spiaggia sabbiosa da cui è possibile ammirare il sole che piano piano si avvicina all’orizzonte, senza mai scendere al di sotto. Qui decidiamo di fermarci perchè ci sono dei tavolini da pic nic, utili per cenare. Ore 22.30 cena vista mare e sole alto. 
Spiaggia di Skagen
  • Ramberg (grande spiaggia sabbiosa) 
  • A (che si pronuncia “i”, ultima lettera dell’alfabeto norvegese così com’è l’ultimo paese più a sud delle Lofoten. Consiglio di arrivare al parcheggio che segna il termine della strada e di salire sulla collinetta per ammirare il panorama dall’alto. Ha qualcosa di magico. 
A (paese più a sud delle Isole Lofoten)

Purtroppo in questa zona delle Lofoten, dalle 23 non è più possibile vedere il sole nel cielo perchè le montagne ne coprono la visuale. Nonostante questo, la luce che non cala mai ha qualcosa di affascinante che mi toglie la voglia di “perdere tempo” a dormire.

DAY 4 – SABATO 09/06/2012 – REINE TO HOV
In questo secondo giorno alla scoperta di questa perla della Norvegia, accumuleremo un sacco di km, spinte dal desiderio di vedere ogni angolo più nascosto. Salutiamo il selvaggio sud e ritorniamo nell’isola di Vestvagoy, da dove parte ufficialmente il nostro tour fai da te.
Vi segnalo un po’ di luoghi che vale la pena visitare tra questa isola e la nostra destinazione Hov.

  • Friedvang /Kristiand (la strada termina poco dopo). Dalla parte opposta (a destra) Ytresand con spiaggia bianca bellissima. 
  • Skjellfjord (prima di Napp. Casette di pescatori e spiaggia bianchissima. 
  • Haucklan (spiaggia bianchissima, riparata. E’ possibile fare camping libero e ci sono tavolini da picnic. E’ la spiaggia più bella delle Lofoten. Si raggiunge prendendo la deviazione Offersoyvein e lo svincolo Uttakliev.) 
  • Unstad (Nulla di particolare, molto verde e collinare, fattorie) 
  • Gravdal (a sud di Leknes, nn c’è nulla) 
  • Ballstad (molto intimo con un piccolo porticciolo e le classiche rorbuer) 
  • Borg (Museo con la classica nave vichinga visitabile anche senza biglietto. Vale la pena proseguire sulla collinetta per fare qualche foto panoramica). 
  • Eggum (strada molto stretta, vento fortissimo. Questa è un’ottima posizione per vedere il sole di mezzanotte. Per gli amanti del trekking è possibile fare una passeggiata fino alla vicina Unstad) 
Eggum
  • Henningsvaer (“la Venezia norvegese”. Ammetto che ogni volta che si paragona una città alla nostra Venezia sono titubante, ma questa volta ho dovuto ricredermi. Le luci “diurne della sera” creano giochi fantastici con le acque del fiordo che attraversano la cittadina. L’atmosfera è molto intima. Sicuramente gradevole anche la strada) 
Strada per Henningsvaer


Henningasvaer

Per questa seconda notte ho scelto la costa nord perchè non vedevo l’ora di assistere al magnifico spettacolo del sole di mezzanotte. E non rimaniamo deluse. Per 690NOK in totale, alloggiamo al Golf Links, una fattoria con camping che ha di fronte una fantastica spiaggia bianca e una scogliera da cui ammirare la bellezza della natura. Dal momento che siamo le uniche ospiti, abbiamo tutta la fattoria per noi. Consiglio di non proseguire la strada verso nord, pensando di ritornare sulla principale, perchè dopo un po’ diventa sterrata.

Spiaggia davanti al Golf Links – 0:00 h
Hov by night


La nostra fattoria a Hov


Midnight sun a Hov


DAY 5 – DOMENICA 10/06/2012 – HOV TO MOSKENS – TO BODO
Purtroppo siamo arrivate all’ultima giornata in questo paradiso. Ripartiamo alla volta della zona settentrionale. Avevamo letto che Svolvaer era un po’ deludente come città, ma dopo aver visto tanta meraviglia non ci volevo credere. Invece, avevano ragione. L’unica cosa che colpisce il nostro occhio è l’enorme quantità di palazzoni. E’ domenica e non c’è nulla di aperto, così andiamo alla ricerca di una stazione di servizio per fare rifornimento di viveri. La troveremo ben presto poco oltre il porticciolo.

Strada da Svolvaer a Laukvik

La nostra prima destinazione è Laukvik, un altro posto adatto per ammirare il midnight sun. L’unico contro è che ho trovato solo una scogliera e nessuna spiaggia di sabbia. Da qua decidiamo di proseguire la strada verso nord alla volta di Fiskebol, da dove parte il traghetto per Melbu. Il panorama è sempre mozzafiato, come lungo la strada verso Laukvik. L’unica differenza è la presenza del mare che si incunea nel fiordo e crea angoli di paradiso caraibico. Purtroppo dopo il secondo ponticello siamo costrette a fare retromarcia perchè la strada diventa sterrata e non dà cenno di migliorare. A Fiskebol mancano ancora 30km, troppi.

Spiaggia caraibica sulla strada per Fiskebol
Rientriamo quindi sulla E10 e decidiamo di proseguire verso nord da questa parte fino a raggiungere il lungo tunnel che attraversa l’isola di Amoya e che porta a Narvik. Sulla strada del ritorno verso Moskenes, facciamo un’ulteriore piccola tappa nel paesino di Kabelvag.

Dopo un bus che da Leknes ci riporta a Moskenes, prendiamo il traghetto e rientriamo tristemente a Bodo. L’areo non parte che alle 7 e l’aeroporto apre alle 4. Così per le due ore di attesa dobbiamo aspettare nella saletta aperta tutta notte lì al porto. Per raggiungere l’aeroporto occorre telefonare ad un taxi perchè di notte è solo su chiamata.

DAY 6 – LUNEDI 11/06/2012 BODO TO OSLO

NORWEGIAN
7:00 BODO
8:30 OSLO

Questa volta andiamo sul risparmio e per arrivare a Oslo Centrale, prendiamo un treno della rete nsb con destinazione Lillehamer, per 90NOK (invece di 170NOK). Passiamo la nostra ultima notte all’Anker Hostel (600NOK camera doppia) a meno di 10 minuti a piedi dalla stazione centrale.
Nel complesso Oslo è una città piacevole per uno o due giorni ma priva di grandi attrattive. Probabilmente allontanandosi dal centro cittadino con un mezzo proprio si inizierebbe a respirare la vera atmosfera norvegese e si potrebbero ammirare gli immensi parchi. Ad ogni modo è molto carina la zona del Bryggen con la fortezza di Akershus, raggiungibili a piedi con una piacevole passeggiata dal nostro ostello. Un’altra perla è il parco di Vigeland (un museo all’aperto dei capolavori dello scultore Gustav Vigeland) raggiungibile con una camminata di 10 minuti dalla fermata metro Majorstuen.

Oslo Bryggen


Parco Vigeland


Parco Vigeland

 

DAY 7 – MARTEDI 12/06/2012 – OSLO TO MILANO
Il tempo non è proprio dalla nostra parte, anzi sembra essere in sintonia con la tristezza per l’imminente partenza: pioggia a dirotto. Solo a pranzo esce uno spiraglio di sole che ci consente di fare un ultimo giretto nel centro cittadino. Nel primo pomeriggio riprendiamo il treno e salutiamo la bellissima Norvegia.

LUFHTANSA
18.40 OSL-FRA
21.50 FRA-MXP

Note particolari:

  • Verificare se i negozi espongono il simbolo tax free e in tal caso richiedere lo scontrino da presentare all’apposito banco all’aeroporto per avere un rimborso delle tasse (spesa min. richiesta 300NOK) 
  • Controllate bene gli orari degli autobus nelle Isole Lofoten. Sono veramente limitati e potreste rischiare di rimanere bloccati da qualche parte. Consiglio il noleggio di un auto per scoprire le zone più nascoste. Potete controllare gli orari al sito www.177nordland.no 
  • Per guidare nelle Lofoten non è richiesta nessuna particolare capacità, visto che le strade sono per lo più deserte. Tuttavia, se ci si allontana dalla E10 si possono incontrare strade molto strette, tanto da risultare a senso unico. Lo stesso vale per i ponti. Oppure molte strade corrono al livello del mare e perciò bisogna non avere paura di trovarsi l’acqua a 1mt dall’auto. 
  • Per risparmiare suggerisco di fare rifornimento di viveri nei vari supermercati. 
  • Non aspettare mai la riserva per fare benzina, perchè potrebbe essere tardi. Nelle isole Lofoten le stazioni di benzina non sono così diffuse, soprattutto al di fuori degli agglomerati urbani.

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