Diario di Viaggio: Giappone 2012

La Terra del Sol Levante è il sogno di molti: manga, ciliegi, colori, sushi, bacchette. Il Giappone è un arcipelago composto da circa 7000 isole, tra cui le più grandi sono Honshu, Hokkaido, Kyushu e Shikoku. Con i suoi 128 milioni di abitanti, rientra tra i dieci stati più popolosi al mondo. 

DAY 1 – LUNEDI’ 06/08/2012 – MILANO TO TOKYO

LIN 7:00
FCO – 11.30
TOKYO 6.40 (+1)
Questo giorno è interamente dedicato al viaggio aereo. Oltre alle circa 14h di volo va aggiunto un fuso orario di +9h.


DAY 2 – MARTEDI’ 07/08/2012 – TOKYO


Per la prima notte giapponese ho prenotato al Anne Hostel Asakusabashi (2,250YEN 6 Female Dorm).
L’ostello è a 5 minuti a piedi dalla fermata della metro, ma amando camminare preferisco raggiungere il quartiere di Akihabara (“Electric Town”) a piedi. E’ come me lo immaginavo, anzi più “straordinario”, nel senso di “fuori dal comune”. Appena svoltato l’angolo della stazione JR vengo accolta da palazzi altissimi, colorati, schermi televisivi, un gran vociare. Per lo più si tratta di sale giochi costituite da 5 o 6 piani oppure negozi di elettronica (es. Yodobashi Camera). Per le vie non è difficile vedere le famose Maid Girls (ragazze vestite da cameriere che sembrano appena uscite da un manga) che distribuiscono volantini per qualche negozio. E’ vietato fotografarle, ma io ci sono riuscita. 


Maid girl
Sala gioco multipiano

Akihabara è il rifugio degli “otaku” che dagli anni ottanta indica una subcultura giapponese di appassionati di manga, anime e videogiochi. Da Akihabara una passeggiata di una quindicina di minuti porta al parco di Ueno, molto carino e rilassante. Da lì una piccola deviazione, casuale, ci ha portato in un quartiere caratterizzato da vecchie case basse, probabilmente dei mercanti. Ripresa la bussola, si ritorna a Ueno passando per il lago Shinobazu. 

School Girls nel Parco di Ueno 
Vecchie case mercantili nei dintorni di Ueno 
Lago Shonobazu – Ueno

Da qui mi dirigo alla volta del Kanda Shrine, un piccolo templio che inizia a darci l’idea anche di questo lato del Giappone. Senza ripassare per Akihabara passeggio per il quartiere degli strumenti musicali (Ochanomizu) e quello delle librerie (Jimbocho). Passando per Kanda e le viuzze che mi ricordano il quartiere di ChinaTown di Bangokok, arrivo fino a Marunuchi, il quartiere commerciale di Tokyo per eccellenza: ci sono grattacieli, banche, uffici e sfilate di giapponesi in giacca, cravatta e valigetta. Finalmente decido di rientrare in ostello, messa alla prova dall’umidità, dai km percorsi e dal lunghissimo viaggio. L’avventura alla scoperta della cultura giapponese, non finisce qua. Per cena decido di andare a vedere un Neko Bar (letteralmente “bar dei gatti”). Si tratta del Nero Calico Caffe, a Shinjuku. Il locale si trova al 6° piano e non è così facile da individuare, ma grazie ad una signora che fa pubblicità davanti al portone, troviamo l’entrata. Al “modico” costo di 1000 yen per un’ora, si accede ad un appartamento su due piani, abitato da una trentina di micioni. Non amano molto essere coccolati perchè probabilmente sono stufi di essere al centro dell’attenzione di decine di persone al giorni. Alcuni dormono, alcuni mangiano, altri giocano, altri ci guardano in “cagnesco”. Hanno a disposizione tavoli, mensole, ceste con cuscini, divani. E per i frequentatori c’è la possibilità di sfogliare un catalogo con tutti i loro nomi e razze e una lista per ordinare qualcosa da bere e mangiare.

Neko Cafè

DAY 3 – MERCOLEDI’ 08/08/2012 – TOKYO TO SENDAI

11:20 TOKYO13:46 SENDAI
Shinkansen Yamabiko (seguire marchio verde, perchè non il fast) – JR East Pass

La tappa a Sendai (nord Fukushima) è stata inserita perchè quello è l’ultimo giorno in cui si festeggia il più famoso Tanabata del Giappone. Questa festività si festeggia il 7 luglio quando la stella Vega e Altair si incrociano nel cielo, ma in altre regioni del Giappone, come questa, viene posticipata di un mese. La leggenda vuole che i due innamorati Hikoboshi e Orihime (rappresentanti la stella Altair e la stella Vega) separati dalla Via Lattea, si possono incontrare solo il settimo giorno del settimo mese lunare.
I festeggiamenti sono caratterizzati da un tripudio di colori, decorazioni e sfilate indossando il tradizionale abito yukata. Tra le principali decorazioni che addobbano le strade ci sono i tanzaku, strisce di carta su cui vengono scritti, a volte sotto forma di poesia, preghiere e desideri, legati ai rami di bambù.


Decorazioni tipiche del Tanabata
Messaggio per ricordare il disastro dello Tsunami 2011. Anche Sendai è stata colpita. 

Tornando alla mia passeggiata, non appena uscita dalla stazione ferroviaria, mi perdo in questa atmosfera magica. Il tutto si sviluppa da un edificio proprio di fronte alla stazione, che ospita nella sua galleria tutte queste decorazioni e ai lati bancarelle di vario genere. Dopo aver percorso, in successione, diverse gallerie, si giunge nel centro cittadino dove nella piazza e nel parco continuano i festeggiamenti con esibizioni di artisti locali. 

Preghiere-Desideri
Dopo questa piacevole giornata immersi nella cultura giapponese, mi dirigo alla fermata dell’autobus che nella notte mi lascerà a Tokyo.


23:00 SENDAI Uscita Est di fronte all’edificio Yoyogi Seminar (occorre attraversare la strada)5:20 TOKYO Shinjuku Uscita Ovest (Subaru Building)
Willer Bus 5,300JPY

DAY 4 – GIOVEDI’ 09/08/2012 – SENDAI TO KAMIKOCHI (via Matsumoto)

7:00 SHINJUKU (JR)LTD.SUPER AZUSA 1
9:39 MATSUMOTO

10.25 Bus Terminal Matsumoto
12:00 Bus Terminal Kamikochi
2,400JPY
Dopo la nottata passata in pullman, mi ritrovo all’alba già accaldata, in attesa del treno che mi porterà a Matsumoto. A parte qualche lavoratore, la maggior parte dei viaggiatori è munito di zaini, scarponi e bastoncini, pronti ad escursioni in montagna. Infatti ci stiamo dirigendo verso la regione che ospita le Alpi Giapponesi. Giunta a Matsumoto è sufficiente uscire dalla stazione e dirigersi al Bus Terminal che si trova proprio di fronte. Devo fare subito il biglietto del bus che parte fra meno di un’ora. Voglio prendere assolutamente quello, perchè è l’unico che arriva direttamente a Kamikochi senza dover prendere anche un treno elettrico della Dentetsu Railway fino a Shinshibashima. Dopo aver fatto i biglietti al bancone, scendo giù ai platform. Un piacevole viaggio tra montagne e fiumi ci porta in un’ora e mezza circa a destinazione (2,400JPY). La mia impressione è positiva per il panorama intorno (ricorda un po’ la nostra verdissima Val Trebbia), ma è sicuramente troppo turistica per i miei standard. Fiumi di persone, provenienti da day tour da Takayama o Matsumoto, si riversano per il villaggio e i sentieri circostanti. Il mio alloggio è nel Lodge del Nishiitoya raggiungibile girando a sinistra del ponte Kappabashi. 8,000JPY con cena alle h18 e colazione alle h7, inclusi. Tengo a precisare che si tratta di pasti completamente in stile giapponese e non è proprio come ce lo immaginiamo. Abbandonati i pesi, mi lancio alla scoperta dell’avventura montanara giapponese. Devo ammettere che all’inizio sono abbastanza divertita dalla tenuta dei giapponesi: sembrano vestiti e attrezzati come se stessero scalando l’Himalaya e non passeggiando a 1200mt di altitudine. Dimenticavo, attaccato allo zaino hanno una “piacevole” campanella che ricorda quella delle nostre mucche in Trentino.

La natura intorno a Kamikochi (1200mt)
Ponte Kappabashi
Scimmietta libera lungo i sentieri di Kamikochi
Strani alberi fuori Kamikochi

Il mio tour prevede una una tappa al Tashieko-ike pound lungo l’Azusa River. Con un buon passo si può fare andata e ritorno in un’ora e mezza. C’è ancora tempo prima del tramonto e quindi stavolta vado verso destra rispetto al Kappabashi e raggiungo il Myojin dopo 3km di cammino. Ci vogliono circa 2h e se si è fortunati, come me, sarà possibile incontrare le scimmie libere che attraversano il sentiero. Per chiudere in bellezza questa giornata in mezzo alla natura, decido di provare la famosa onsen giapponese. Questo “bagno pubblico” con acqua a 40° ha tutto un rito che lo precede. Innanzitutto i bagni uomini e donne sono sepatati, anche perchè si deve entrare rigorosamente nudi. Si lasciano tutti i propri averi nello spogliatoio e si raggiunge una grande sala in cui sono disposti a ferro di cavallo dei rubinetti e degli sgabelli per potersi lavare. Il “lavaggio” è un vero e proprio rito di purificazione e le giapponesi lo prolungavano anche oltre i 30minuti. Dopo questo rito, è l’ora di immergersi nell’acqua bollente. E’ consigliato farlo molto lentamente perchè l’acqua è veramente calda ed è altrettanto consigliato non starci per più di 10/15 minuti di seguito. E’ facile avere cali di pressione. Per più volte ho dovuto uscire per riprendere un po’ di aria, ma la sensazione è stata molto piacevole. Molto piacevole è stata anche la vista delle montagne circostanti, dalle grandi vetrate presenti nel bagno.

DAY 5 – VENERDI’ 10/08/2012 – KAMIKOCHI TO TAKAYAMA

La colazione viene servita solo fino alle 7 del mattino, perchè la maggior parte degli ospiti sono giapponesi escursionisti che si arrampicano sulle Alpi. Ritorno al Bus Terminal e riparto alla volta di Takayama, facendo tappa a Hirayu Onsen per cambiare bus. Non è possibile fare subito il biglietto per la destinazione finale e quindi ne faccio prima uno per la tappa intermedia per 1,320JPY e poi un altro per 1.500JPY. Ovviamente anche questo viaggio in bus è molto piacevole, immersi in un fresco paesaggio di montagna.


9:00 KAMIKOCHI
9:25 HIRAYU ONSEN (change bus 9.58)
10:58 TAKAYAMA


A Takayama torno ancora una volta nell’umidità insopportabile giapponese. Alloggio all’ostello J-Hoppers Hida Takayama per 5,800JPY in un 6 Bed Female Dorm. Nel prezzo è incluso il tour Shirakawa-go per il giorno seguente.
La cittá, che non è altro che un vecchio borgo feudale, non è molto grande e piuttosto semplice da girare. L’ostello è a 10 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria e solo 5 dal centro cittadino,ovvero il corso caratterizzato da ambo i lati da una galleria con negozi. Sempre su questa strada, in direzione stazione, è possibile visitare un piccolo templio in cui ammirare una statua dedicata a Sarubobo. E’ un portafortuna giapponese, tipico di questa città: hanno forma umana e di colore rosso, privi di volto. Secondo la tradizione sono regali fatti dalle nonne verso i nipoti, ma possono anche essere donati come auspicio per una vita amorosa rosea. Tradotto letteralmente dal giapponese, significa “cucciolo di scimmia”. 

Sarubobo

Mi sposto verso la Old Town (centro storico) dove ogni mattino si tiene un mercato nei pressi del fiume Miyagawa. Tutto l’anno si possono comprare verdure fresche, fiori e tanti altri prodotti della zona. Gli orari sono i seguenti: in estate dalle 6:00 alle 12:00 mentre in inverno dalle 7:00 alle 12:00.
Spostandomi sulla riva orientale del fiume, mi addentro nel quartiere Sanmachi con le sue viuzze strette e le case in legno dell’epoca di Edo. Ci sono ancora molte botteghe di artigiani, negozi di alimentari e distillerie di sakè. Si respira un’atmosfera stile anime “Kiss me Licia”. Alcune vecchie case private sono state addirittura trasformate in musei, aperti al pubblico. 

Sanmachi

La vita sembra scorrere lenta e tranquilla, così per vivere appieno questa sensazione intraprendo l’Higashiyama Walking Course, un piacevole percorso lungo più di 3km che consente di ammirare più di una dozzina di templi e santuari e godere della pace e del fresco della collina boscosa ed ex sede del castello di Takayama. 

 
Tipico cimitero giapponese
Buddha decorato con una “bavaglia” di Doraemon
Vista di Takayama dal bosco 
Antiche abitazioni poco fuori dal centro cittadino
Ingresso del parco Hida No Sato

Non stanca per i chilometri accumulati decidiamo di andare a piedi al Hida No Sato (Folk Village), un museo a cielo aperto in cui è possibile visitare case coloniche e edifici tradizionale della regione Hida. Le principali attrazioni di questa zona sono le gassho-zukuri, ovvero case caratterizzate daripidi tetti di paglia. L’indomani andrò a Shirakawa-go, villaggio facente parte del Patrimonio dell’Unesco, a vederle. Arrivare questo museo all’aperto è stato tutt’altro che facile visto il caldo e la distanza da non sottovalutare. La parte finale è anche in salita. sarebbe stato più semplice prendere un bus alla stazione, come ho fatto al ritorno, ma le cose semplici non mi piacciono. Voglio solo aggiungere che verso la fine di questa sfiancante salita, mi imbatto nel “Bosco della buona fortuna. Le sette divinità di Hida”. Si tratta di una ristretta area ai bordi di un bosco, in cui vengono esposte le statue delle sette divinità della fortuna. E’ possibile anche toccarle per portare con sè un po’ di questa fortuna. 

DAY 6 – SABATO 11/08/2012 – TAKAYAMA TO KANAZAWA

Come al solito, sveglia presto, e mi dirigo alla stazione ferroviaria perchè alle 8.15 parte il tour organizzato con l’ostello. Direzione Shirakawa-go. La mattinata non è delle migliori, intervallata da scrosci e spiragli di sole. Prima di arrivare al villaggio mi fermo in un punto panoramico, da dove è possibile ammirare dall’alto tutta la vallata verdissima. Shirakawa-go è un luogo in cui si riversano centinaia di turisti al giorno, ma ne vale la pena se siete in zona perchè è davvero molto carino. Come avevo già visto nel parco di Hida No Sato, la maggior parte delle case sono costruito secondo il gassho-zukuri style, con spioventi tetti di paglia che ricordano due mani in preghiera. La paglia e la forma del tetto servono a mantenere salde queste costruzioni nel periodo invernale, quando si verificano forti nevicate. Finito il piccolo tour, rientro a Takayama pronti per il viaggio a Kanazawa. 

Contadino a Shirakawa-go
Gassho-style house

13:14 TAKAYAMA
LDT.EXPR.HIDA 7
14.44 TOYAMA (Change Train LTD.EXPR.THUNDERBIRD 15:22)
16:00 Kanazawa


Anche il viaggio fino a Kanazawa, si snoda nella parte iniziale, attraverso una piacevole vallata verde, ricordandomi il viaggio da Kamikochi. Lasciamo tutta l’attrezzatura nella guesthouse e partiamo alla scoperta della città. Dopo un piccolo misunderstanding della cartina, che ci fa perdere mezz’ora, rientriamo nella stazione ferroviaria e troviamo l’uscita su una moderna piazza. 

Stazione di Kanazawa. La scritta è fatta con l’acqua.

Percorrendo tutto il viale si arriva in centro città. Sono fortunata: è la festa della Birra Asahi e ci sono stand e tavolini ovunque. Ricorda molto le nostre feste della birra. Ma non finisce qui. Questi sono anche i giorni dell'”Obon” una festa molto sentita in Giappone, che si celebra a metà agosto. Viene anche chiamata Festa delle Lanterne ed è un’antica celebrazione Buddhista in onore dei defunti. Per le vie del centro si susseguono danze, live musicali, parate in abiti tipici. Kanazawa è chiamata “La piccola Kyoto” perchè concentrati nel suo centro ha elementi appartenenti al mondo dei samurai, delle geishe, dei feudatari e dei mercanti. Mi allontano dal frastuono e dopo pochi minuti arrivo all’Oyama Jinja Shrine, dove posso ammirare il primo esempio di giardino giapponese: molto suggestivo. E’ quasi ora del tramonto e mi sposto verso la zona delle Geishe, il quartiere Higashi Chaya District, oltre il fiume Asanogawa. Le viuzze strette con lanterne rosse che fanno da contrasto con il legno delle dimore antiche, mi danno una strana sensazione. Mi sembra di essere catapultata indietro di un secolo, direttamente nel film “Memorie di una Geisha”. Consiglio sicuramente una visita serale per via delle luci. Le ore passano ed è ora di tornare indietro. Per non rifare la stessa strada, seguo per un breve tratto il fiume Asanogawa, ai margini del Kazue-machi Chaya, un altro quartiere delle Geishe. Seguo ancora un attimo le danze e ritorno alla Ochakare Guesthouse (6500YEN Stanza privata japanese style; 2,390JPY).

Giardino all’interno dell’Oyama Jinja Shrine
Scorci di Kanazawa 
Geisha District by night

DAY 7 DOMENICA 12/08/2012 – KANAZAWA TO KYOTO

Dedico la mattinata per una lunga passeggiata fino al Castello Ishikawamon con le sue mura imponenti ed il suo parco. Si trova su una collinetta e domina la città. Fuori dal castello troviamo subito il Giardino Kenrokuen, uno dei tre più bei giardini del Giappone. Il biglietto d’entrata costa 300JPY. Nel giardino trovo numerosi laghetti, fontane e pagode dedicate a qualche eroe storico giapponese. 


Castello Ishikawamon
Giardino Kenrou-en
Giardino Kenroku-en

Riprendo la via del ritorno per rientrare alla stazione ferroviaria, dove ho lasciato il mio zaino in un locker. Passeggio a fianco del Kanazawa City Hall, attraversando una piazza immensa, per poi immergermi in un quartiere dal sapore antico, come quello delle Geishe del giorno precedente. Sono infatti nel Naga-machi Buke Yashiki, il quartiere dei Samurai, dove è possibile ammirare alcune case tipiche di quel periodo. Molto affascinante, anche se mescolate ad abitazioni moderne.

13:56 KANAZAWA
16:09 KYOTO
LTD.EXPR.THUNDERBIRD 3,890JPY


Eccomi arrivata a Kyoto, finalmente. Per questo primo giorno alloggio in un ostello poco lontano dalla stazione, il Kyoto Hana Hostel (6 Bed Female Dorm 2,500JPY). 
Kyoto è una città con una storia millenaria, che per fortuna è stata risparmiata durante la seconda guerra mondiale. La sua pianta stradale è ortogonale ed è molto semplice da girare. Percorro il viale Karasuma Dori fino all’incrocio Oike Dori. Giro a destra e giunta al ponte sul fiume Kamo, mi accorgo che per tutto il lungofiume hanno disposto luminarie sugli alberi perchè è il periodo dell’Obon. 

Scorcio lungo il Fiume Kamo
Luminarie lungo il Fiume Kamo
Scorcio in Pontocho District (Geisha area)

 Un po’ di relax seduta lì in riva e poi scendo verso il quartiere di Gion, il quartiere delle Geishe. Una veloce visita alla Yasaka Pagoda, che attira l’attenzione in fondo a Shijo Dori e mi addentro nelle viuzze di Gion. Ammetto passeggiare per quelle viuzze poco illuminate è stato emozionante, più che a Kanazawa visto che effettivamente è uno dei più rinomati quartieri di Geishe dell’intero paese. In Gion è costellato da abitazioni tradizionali giapponesi (machiya), alcune delle quali sono ochiya, le case da tè, in cui generazioni di ricchi uomini sono stati e sono intrattenuti da bellissime Geishe. Ovviamente la speranza di incontrare una di queste fantastiche creature è altissima ma so bene che è quasi impossibile. Il numero delle Geishe si è drasticamente ridotto nel corso degli anni e non è facile incontrarle per strada. Esiste però, un’occasione in cui è possibile assistere alle danze delle Geiko di Gion Kubu, il Miyako Odori (Danze dei ciliegi in fiore) che si svolgono ad aprile. Seguendo la Kawabata Dori, ritorno all’ostello. E’ grazie ad un turista inglese, se scopro dell’esistenza di Fushimi Inari, tappa decisa last second, per la mattina successiva.

DAY 8 LUNEDI’ 13/08/2012 – KYOTO TO NARA


Prima di andare al Fushimi Inari, faccio un giro nei dintorni. Entro nel Shoseien Garden, un giardino molto carino che per 500JPY mi fa sembrare in un altro mondo lontano dalla città. E’ un luogo assolutamente rilassante, dove l’unico rumore (assordante) è costituito dalle cicale sugli alberi. 


Cicala
Ninfea

Mi sposto verso est in modo da raggiungere la parte sud della famosa zona di Higashiyama. Il primo monumento che incontro è il torii d’entrata del Santuario Heian, il torii più grande di tutto il Giappone. A poca distanza c’è il Toyokuni Shrine e altri templi minori, come il Yogen-in Temple e il Hōjūjidono. L’unico veramente degno di nota è il Sanjusangendo. In questo santuario sono custodite le 1.001 statue dorate della Dea Kannon, tutte diverse tra loro. Essa è la dea buddhista della pietà e della misericordia. La sala, in legno, poggia su 33 capriate (sanjusan significa 33). La Dea Kannon è la statua più grande circondata da cinquecento più piccole ai lati, ciascuna con quaranta braccia (numero che per il buddismo equivale a 1000). All’interno della sala stanno anche 28 statue, di personaggi divini del mito buddista, poste in una fila anteriore a proteggere la Dea Kannon stessa. Sotto ad ogni statua ci sono didascalie in inglese per capire di cosa si tratta. Quando esco da questo santuario sento una bellissima sensazione di pace e un insolito buonumore.
E’ ora del giretto a Fushimi Inari. La Keihan Line che mi porterà a destinazione in 15-20 minuti, passa anche da Kyoto Station, ed è appunto qui che tornerò anche per spostarmi a Nara nel pomeriggio. E’ sicuramente un posto molto evocativo, così come mi era stato descritto. Questo santuario è caratterizzato da 30.000 torii arancioni che si snodano lungo una salita di circa 4km. Ammetto che il caldo soffocante ha reso questo percorso non poco difficoltoso. Mentre salivo mi sembrava di purgare tutti i miei peccati. A parte gli scherzi, questo luogo magico è stato allestito il set cinematografico di Memoria di una Geisha. Altra caratteristica sono le numerosi statue di volpi, i messaggeri di Inari, divinità del riso. 

Entrata del Fushumi Inari
Volpe messaggera della Divinità di Inari
Torii

Da Kintetsu Kyoto, prendo la Kashihara Line e con un cambio Yamatosaidaji (train Kintetsu Nara Line – 690JPY) arrivo a Nara. 
Lasciate giù le cose al Guesthouse Nara Backpackers (2400JPY – 4 Female Dorm), esco alla ricerca del famoso Parco di Nara. Questo parco si trova ai piedi del Monte Wakakusa ed è famoso perchè in esso girano liberi circa 1.200 sika (cerbiatti), considerati messaggeri divini. Questi animaletti sono carinissimi e si fanno avvicinare anche dalle persone. 

Teneri Sika

All’interno del parco si trovano numerosi templi, tra cui il Todai-ji in cui si trova il Daibutsu (statua del Buddha) alto 14mt. Quando arrivo sono già le 17 passate e ovviamente, come ogni santuario chiude i battenti. In quel momento non so ancora che quella stessa sera riuscirò ad entrare gratis. Mi allontano dal Daibutsuden e mi arrampico sulla collinetta dove si trova il santuario Kasuga, raggiungibile tramite una scalinata con ai lati lanterne di pietra. Da questo punto panorama posso ammirare Nara dall’alto e vedere le montagne in lontananza. Una volta tornata giù, assisto ad una piacevole sorpresa. Capisco che da lì a poco avrà inizio un evento (sempre legato all’Obon), perchè vengono posizionate per il parco e intorno al laghetto, delle lanterne. Questo è solo l’inizio della celebrazione, che culminerà nell’ingresso gratuito al Todai-ji per assistere ad una celebrazione buddista. Sono proprio fortunata. La fortuna smette di assistermi, finita la celebrazione con la scoppio di un forte temporale con relativo diluvio.

Salita al Kasuka Temple 
Inizio della celebrazione al Todai-ji
Celebrazione buddhista dentro al Todai-ji 
Scorcio del Todai-ji
“I love Nara”

 DAY 9 MARTEDI’ 14/08/2012 – NARA TO KOBE (via OSAKA)

Il tempo non è dei migliori, ma decido di fare comunque un giretto nella parte di parco che ieri non sono riuscita a vedere. Mi sposto quindi dalla parte opposta rispetto alla zona del giorno precedente e passeggio così senza meta precisa. L’unico tempio degno di nota che visito, è il Kofuku-ji.  E’ ora di ripartire, destinazione Osaka.

Simpatica scultura nel Parco di Nara

10.27 KINTESTUNARAKintetsu Nara Line Rapid Exp
11:03 OSAKA-NANBA
540JPY

Arrivo alla Stazione di Nanba e percorro la Mido-suji per giungere all’Hard Rock Cafè all’angolo con la Chuo-Odori. Ammetto che la prima impressione nel passeggiare per Osaka non è molto positiva. Mi sembra una città molto caotica e mi ricorda molto Tokyo. Avevo preso gusto a visitare cittadine molto contenute e piene di templi. Dopo una lunga e stancante camminata arrivo al parco in cui si trovo l’Osaka-jo, il castello della città. In sè questa parte di città circondata da mura, è molto carina, ma non appena volgo lo sguardo all’ambiente circostante, sono assalita da un po’ delusione. Infatti questo piccolo pezzo di storia si trova nel bel mezzo di un’area commerciale con decine e decine di grattacieli. Vado alla fermata Tenmabashi e prendo la Keihan Line fino a Yodoyabashi, dove cambio con la metro che mi riporta alla Stazione di Nanba. Da qui con la JR raggiungo Kobe.

Castello di Osaka
Scorcio di Osaka

16:00 OSAKA NANBA
JR Special Rapid Service
16:21 SANNOMIYA

Arrivata alla Stazione Sannomiya, la più vicina al centro, prendo la metro per raggiungere quella della JR, Shin-Kobe da cui partono gli shinkansen per Hiroshima. Alloggio al Green Hill Hotel Kobe (4500JPY – Stanza privata con bagno), a 5 minuti dalla stazione. Kobe, così come Osaka non stimola la mia curiosità, anzi mi delude moltissimo. Dal mio hotel alla zona più centrale ci metto una decina di minuti, per piombare nel caos totale. Mi ritrovo nella Chinatwon, con tantissimi ristoranti e persone che ti assalgono per fermarti a mangiare. Un’altra decina di minuti e giungo al porto, l’unica parte carina della città, secondo me. Da qui si può godere di un piacevole panorama e si possono ammirare la Port Tower e la Ship illuminate, che si trovano su tutte le cartoline.

Scorcio dal porto di Kobe
La famosa Torre del Porto

DAY 10 MERCOLEDI’ 15/08/2012 – KOBE TO KYOTO

Il piano iniziale prevedeva una tappa sulla collinetta dietro Shin-Kobe, ma complici il cielo bigio e la delusione del giorno prima, riparto subito per Kyoto. 


10:23 SANNOMIYA

11:13 KYOTO
JR Special Rapid Service 1,050 JPY

Per questa notte alloggio al Guesthouse Jalan-do (6Female Capsule Dorm 2,980JPY). Ebbene sì, dopo averne sentito parlare bene da più persone ho deciso di provare la famosa capsula. Non è altro che uno spazio rettangolare profondo circa 2mt in cui a malapena riesco a stare seduta a mo’ di indiana. Ammetto che in realtà mi è piaciuta un sacco perchè finalmente avevo la mia privacy nonostante fossi in un dormitorio. A 5 minuti da qua trovo le lunghe gallerie commerciali coperte, tipiche giapponesi, come  Shinkyogoku Dori e Teramachi Dori, in cui si vende un po’ di tutto. Scendo lungo la riva del Kamo per fermarmi al Kennin-ji, prima di addentrarmi nell’area di Higashiyama. Il nome di questo quartiere significa “La montagna dell’Est”, dal nome della montagna alla quale il quartiere si appoggia. In questa area sono stati costruiti numerosi templi, santuari e ville della nobiltà che danno al quartiere una interessante vitalità culturale. E’ una zona veramente bella, seppur molto affollata. Ci sono stradine molto strette, tutte in salita, con ai lati numerosi negozietti di souvernir e botteghe artigianali. In questo quartiere si trova il Kiyomizudera, uno dei templi più famosi del Giappone. 


Kiyumizudera
Kyoto dal Kiyumizudera

Il suo nome deriva dalla cascata presente all’interno del complesso, da cui sgorga “acqua pura”(Otowa-no-taki). E’ tradizione berne tre sorsi da un lungo mestolo sterilizzato ed esprimere in quell’istante un desiderio/preghiera. Ovviamente c’è sempre una lunga fila di persone desiderose di assaggiare questo simbolo di purezza. Ammetto che io me ne sono portata via una bottiglietta piena. 

Otowa-no-taki

Il tempio si trova a 11mt di altezza ed è circondato da aceri e ciliegi, che rendono il panorama ancora più spettacolare in primavera e autunno. Il costo dell’ingresso è 300JPY. Sempre all’interno del complesso di Kiyomizudera, si trova il Jishu Jinja Shrine. Questo santuario è un concentrato di tradizioni sacre volte ad aver fortuna negli affari e nell’amore. La prima cosa da cui vengo attratta è la “love rock” (pietra dell’amore): è un percorso lungo 6mt costituito da una pietra all’inizio e alla fine. La leggenda narra che se un innamorato riesce a raggiungere l’altra pietra con gli occhi chiusi facendosi strada tra i visitatori, sarà fortunato in amore. Se invece sarà aiutato da qualcuno che gli indicherà la strada corretta, allora avrà fortuna in amore grazie all’aiuto di qualcuno. 

Love Stone

Dietro l’angolo c’è la zona dedicata a Daikoku, uno dei Seven Lucky Gods, che porterà fortuna se lo si accarezza. 

Daikoku

Molto carini i tavolini dedicati al Hitogata,pezzi di carta tagliati secondo una forma umana, su cui scrivere i propri problemi (200JPY), per poi lasciarli cadere dentro alla cesta piena di acqua. La sua funzione è “lavare via” i problemi.

Hitogata
Donna in abiti tradizionali (yukata)
Placchette con Desideri d’Amore
Lungo la strada tra il Kiyumizudera e il Maruyama Park, spunta la una pagoda a 5 piani, la Yasaka Pagoda appartenente all’Hoanji Temple, che ormai non esiste più. 
Yasaka Pagoda


Proseguendo la strada verso nord, mi accorgo che sto percorrendo un tratto del “percorso della fortuna”, lungo il quale sono disseminate statue di divinità buddhiste/shintoiste che portano fortuna se accarezzate. All’improvviso davanti a me compare un Buddha gigante. Decido di entrare nel tempio. E’ il Ryozen Kannon, un memoriale dedicato ai morti della Seconda Guerra Mondiale. 

Ryozen Kannon

Arrivata al Maruyama Park, riesco a vedere di sfuggita il Chion-in Temple perchè sono ormai quasi le 16, orario di chiusura della maggior parte dei templi. Li a fianco c’è il Shore-in Temple, ma dando per scontato che sia già chiuso, rientro a Gion. 

Preghiere
Ogni bastoncino corrisponde ad una preghiera/desiderio


DAY 11 GIOVEDI 16/08/2012 – KYOTO – TOKYO


Oggi è il famoso giorno del Daimonji, e su suggerimento di una turista, lo vedrò da Arashiyama. Prima di spostarmi da Kyoto, vado all’Internation Kyoto Manga Museum, che ha aperto nel 2006 e contiene circa 300.000 oggetti. I più vecchi risalgono al periodo Meji. E’ proprio emozionante girare per le sale e ritrovare tutti i manga dei cartoni animati di quando ero piccina, da Lady Oscar a Doraemon. Peccato che il 99% siano tutti in giapponese. Segnalo però che al piano terra ci sono scaffali con libri in lingua straniera, anche italiana. La cosa che più colpisce è che c’è davvero pieno di gente seduta ai tavolini o sui divanetti a leggere montagne di manga.


Doraemon

Da Karasuma si prende la Hankyu Line e con un cambio a Katsura, si arriva in 15-20 minuti ad Arashiyama. E’ veramente un paesaggio molto piacevole e rilassante, le montagne, il fiume Hozu su cui è possibile anche fare un giro in barca. Dalla stazione, si accede alla cittadina dal famoso ponte Togetsukyo che fa da sfondo al monte Arashiyama presente in molte cartoline. A lato del ponte ci sono numerosi boschi in cui rilassarsi e rinfrescarsi, oltre che godere della vista della vallata. 

Arashiyama
Bosco di bambù

Spostandosi invece verso le pendici della montagna trovo numerosi templi minori, oltre che il famoso Tenryuji. Peccato che,come al solito, siano già chiusi. Arashiyama è famosa anche per i boschi di bambù, così fitti e così alti. Verso il tardo pomeriggio inizia ad affluire molta gente, perchè alle h20 è previsto l’inizio della cerimonia del Daimonji (Gozan no Okuribi) e contemporaneamente l’accensione delle lanterne sul fiume Hazu. Il Daimonji è la culminazione dell’Obon Festival e si tiene a Kyoto il 16 agosto quando cinque falò giganti vengono accesi sulle montagne che circondano la città. I falò celebrano il ritorno dei parenti defunti all’aldilà, aiutati nel loro percorso dalle lanterne che vengono accese sui fiumi. Dal ponte Togetsukyo sono riuscita a vedere addirittura due falò Togetsukyo il (il carattere “daimonji” 大 che significa “grande”e “toriigata” 形 a forma di “torii”) quindi consiglio assolutamente questo spostamento ad Arashiyama. In città è uno dei posti migliori è lungo il fiume Kamo ma sicuramente si va incontro ad un super affollamento, oppure si può salire sopra le terrazze di ristoranti o hotel pagando una piccola fee.
Spenti i falò, rientro verso Kyoto Station dove a mezzanotte mi aspetta il pullman per portarmi a Tokyo.

Fiume Hozu
Daimonji
Toriigata

00:05 KYOTO STATION Hachijo exit 
07:00 TOKYO STATION Marunouchi exit
5,300 JPY


DAY 12 VENERDI’ 17/08/2012 – TOKYO

Per le ultime notti a Tokyo alloggio al Sakura Hostel (2,940JPY 6 Female Dorm) che si trova vicino alla fermata metro Asakusa e prevede il passaggio per il tempio Senso-ji.

Dal momento che sono arrivata molto presto a Tokyo e la mia intenzione era quella di vedere i giardini reali e il mercato del pesce, lascio tutta la mia attrezzatura in un locker a Tokyo Station e inizio il mio tour. I giardini reali sono 5 minuti a piedi dalla stazione e sono veramente molto carini. Ammetto però che mi aspettavo qualcosa di più. 

Scorcio dal Palazzo Reale

Attraverso tutta la zona delle ambasciate, Hibiya Park, Ginza e i suoi negozi d’alta moda e arrivo al mercato di Tsukiji. E’ enorme e costituito da più parti, alcune aperte solo agli addetti e altre pubbliche. Io ho visitato solo la parte esterna che si estende intorno al mercato all’ingrosso, nelle viette circostanti. Il pesce è assolutamente buonissimo e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Anche i prezzi sono buoni. Ormai stanca da tutti questo spostamenti delle ultime settimane, vado alla metro di Tsukiji-Shijo per andare a riprendere le mie cose e andare ad Asakusa. Nel pomeriggio, dopo un sonno rigenerante, vado a piedi a Ueno alla ricerca dell’Hard Rock Cafè. Una ricerca senza fine, per poi scoprire che si trovava semplicemente al piano terra della stazione di Ueno. Per la sera piccolo giro a Roppongi, in mezzo ad orde di giapponesi (e turisti) in tiro che fanno la fila per entrare nei locali più esclusivi della zona, tutti rigorosamente in Western Style.

Senso-ji – Asakusa
Senso-ji Asakusa

DAY 13 SABATO 18/08/2012 – TOKYO

Da oggi in poi la sveglia non suonerà prima di mezzogiorno. Il caldo insopportabile per la mia pressione, la stanchezza, le ore di sonno arretrate la fanno da padrone. Vicino all’ostello c’è un 7 Eleven e quindi faccio tappa fissa per colazione-pranzo e cena. Nel pomeriggio visito il Senso-ji, bellissimo, e tutte le bancarelle turistiche che ci stanno intorno. E’ una zona molto carina e affollata, ma dopo le 17, quando tutto chiude, si trasforma in qualcosa di rilassante, soprattutto la sera. I giardini antistanti il tempio rimangono comunque aperti al pubblico. Appassionata di manga quale sono, sapendo che il sabato è il giorno perfetto per vedere i cosplayers in giro per Shibuya, vado lì. Esco dalla relativa stazione metro e rimango un po’ “interdetta”. Mi sento una formichina piccolissima in mezzo a persone in preda ad una fretta spasmodica che si muovono in qualsiasi direzione. Alzando la testa vedo solo altissimi grattacieli , alla Times Square, con megaschermi illuminati su ognuno. Prima di addentrarmi nel quartiere vado alla ricerca della statua celebrativa del cane Hachiko, su hanno fatto anche un film con Richard Gere. Il film racconta di questo cane che ogni giorno accompagnava in stazione il proprio padrone, un insegnante universitario, e la sera veniva a riprenderlo. Un giorno il padrone muore per una malattia improvvisa mentre è al lavoro e il cane, ignaro di questo, continua ogni sera ad andare alla stazione ad attendere il suo padrone. Tutto questo, fino alla sua morte. 

Hachiko

La mia destinazione è Harajuku, considerato il vero quartiere dei teen che vestono nei modi più strani. Non sono però fortunata, perchè non ne incontro nemmeno uno. Lungo la strada per raggiungere Harajuku, incrocio il Yoyogi National Stadium, un importante palazzetto dello sport che ospita gare di nuoto, pallavolo, basket e concerti. Delusa dal mancato incontro con i cosplayers, decido di raggiungere Roppongi a piedi, per andare a svaligiare l’altro Hard Rock Cafè. Percorro quindi tutto il viale di negozi di alta moda che parte da Harajuku, supero la fermata metro Omotesando e percorro la salita finale per Roppongi. Da qui rientro in metropolitana.

DAY 14 DOMENICA 19/08/2012 – TOKYO


Ennesimo risveglio tardivo, causa anche un temporale improvviso. Nel pomeriggio decido di tornare ad Akihabara, uno dei quartieri che mi è piaciuto maggiormente. Passo un po’ di ore a investire YEN nei vari locali di videogiochi e giochini “pesca pelouches”, ovviamente senza mai vincere. Un negozio che segnalo, è poco dopo la stazione metro ed è disposto su 5 piani con all’interno migliaia di modellini dei beniamini dei nostri manga e anime.


Modellini dei Manga

DAY 15 LUNEDI’ 20/08/2012 – TOKYO

Eccomi arrivata all’ultimo giorno nella Terra del Sol Levante. Dopo una dormita rigenerante, e ovviamente di cattivo umore, opto per un ritorno nel quartiere di Shibuya addentrandomi nelle viette piene di botteghe con articoli giapponesi un po’ strani. La mia destinazione finale è Shinjuku, da cui rientro in metropolitana. 


Saracinesca nei pressi di Asakusa
 

DAY 21 MARTEDI’ 21/08/2012 – TOKYO TO MILANO

Note particolari

  • Jr east pass 20,000 jpy 4 flexible days . Si può comprare anche in Giappone e copre da Matsumoto, Parco delle Alpi, fino al Nord dell’Isola di Honshu. Ogni giorno basta mostrarlo al gabbiotto ai tornelli in modo che te lo timbrino (una volta al giorno). E’ valido sul Narita Express e sulla Yamanote Line.
  • Il clima estivo è insopportabile. C’è molta afa e spesso il cielo è grigio a causa dell’umidità. Una nota positiva per combattere il caldo sono le macchinette distributrici di bevande che si trovano ad ogni angolo (acqua, succhi etc. 100/150JPY).
  • La maggior parte dei Giapponesi non parla inglese, ma sono molto gentili e fanno di tutto per aiutare le persone in difficoltà.
  • I bancomat sono molto diffusi, ma la maggior parte non accetta la carte di credito/bancomat emesse da banche straniere. L’unica banca in cui è possibile prelevare senza problemi è la City Bank, che ad esempio a Tokyo si trova davanti alla Tokyo Station. E’ accessibile ad orario di ufficio. Altrimenti, è possibile andare nei Post Office.
  • Il pranzo preferito dai Giapponesi che si spostano per lavoro, sono le classiche bento, scatole con sushi, sashimi o altre prelibatezzi. Il loro prezzo va da 500 a 1,500JPY a seconda della loro complessità.
Bento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *