Diario di Viaggio: Da Mosca a San Pietroburgo

Approfittando di un week end lungo a Novembre 2011, eccomi approdare nello stato più grande del pianeta, con i suoi 17.000.000 kmq di estensione: la Russia. Il mio breve viaggio si è limitato alla visita delle due maggiori città, Mosca e San Pietroburgo. Con assoluta certezza, posso esprimere la mia preferenza per la capitale, in cui si respira ancora un’aria pregna di malinconia e il regime sembra essere ancora presente. Allontanandosi di poco dai principali siti turistici, si scorgono i classici palazzi dall’inconfondibile scuola stalinista. Inoltre nella capitale i cartelli sono solo in cirillico, senza alcuna traslitterazione. Per me non è stato un problema orientarmi, semplicemente perchè ho studiato russo all’università, ma per il 95% dei turisti è uno scoglio abbastanza insormontabile. E’ uno dei motivi per cui Mosca viene consigliata solo se accompagnati da una guida turistica, oltre alla questione lingua. La maggior parte dei moscoviti non conosce l’inglese (o fa finta di non conoscerlo) e le comunicazioni sono abbastanza difficoltose. Una cosa che ho riscontrato è che quando parlavo inglese, venivo trattata in modo brusco e freddo, mentre quando accennavo qualcosa in russo i visi diventavano distesi e gentili. L’atmosfera post Guerra Fredda credo non abbia mai abbandonato del tutto la capitale. Invece, San Pietroburgo è sicuramente più simile a altre capitali europee come la vicina Helsinki, Vienna o Madrid. La sua caratteristica principale è la commistione di stili architettonici, dal severo post-bellico a viali lunghi e dritti, parchi, giardini, canali perfettamente integrati negli spazi cittadini. E sono proprio questi canali il motivo per cui Piter, viene spesso chiamata “La Venezia del Nord“. Un altro elemento a suo favore è la collocazione geografica, a ridosso del Circolo Polare Artico, così che nel periodo che va da metà maggio a metà luglio, la luce ha la meglio sul buio. Si tratta del fenomeno delle notti bianche, momento in cui anche tutte le manifestazioni culturali riprendono vita e animano la città.

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DAY 1 – MILANO (MXP) TO S.PIETROBURGO

LUFTHANSA
18:20 – 19:35 Milano Malpensa – Francoforte
22:55 – 4:05 (+1) Francoforte – Mosca Domodedovo

Arrivando nel primissimo mattino all’aeroporto di Domodedovo, sono costretta a rimanere in aeroporto almeno un paio di ore in attesa di poter raggiungere la città. Dopo l’attacco terroristico ha un doppio controllo di sicurezza all’ingresso attivo 24h su 24. Nonostante l’orario, tutti i negozi e bar sono aperti e quindi non è difficile decidere come passare il tempo. Altrimenti ci sono numerose poltrone e sedie per fare un pisolino.

DAY 2 – MOSCA

Per raggiungere Mosca utilizzo il servizio Aeroexpress che senza fermate intermedie mi porta alla stazione Paveletskji in circa 40 minuti.  Per questa prima notte, soggiorno in un appartamento per 3 persone in Karmanitskij Lane (5.500 RUB), raggiungibile a piedi dalla stazione metro Smolenskaja, a due passi dalla zona di Arbat. E’ proprio da qui che inizia il mio tour moscovita. Arbat è un percorso pedonale di circa 1km abitato un tempo dagli artigiani della città. Ora è popolato da  numerosi ristoranti e locali turistici (prezzo medio-alto) e da giovani artisti di strada che si esibiscono in balli e canti accompagnati dalla chitarra o altri strumenti musicali. Passando per Piazza Arbatskaja ( e la relativa stazione della metropolitana) si raggiunge l’ingresso del Cremlino. Il termine  russo кремль significa “cittadella fortificata” e indica la parte più antica delle città dell’ex Unione Sovietica. Questo complesso di mura è stato costruito in epoca medievale sulla collina Borovickij, nei pressi del fiume Moscova. Lungo tutte le mura del Cremlino si estendono i Giardini di Alessandro (Александровский сад), dove dal 1967 è possibile visitare la tomba del Milite Ignoto e la fiamma perpetua che arde al suo fianco. Superati i giardini si accede alla Piazza del Maneggio (Манежная площадь) da cui inizia ad intravedersi la Cattedrale di San Basilio che domina la Piazza Rossa (Красная площадь). Inutile negare la sensazione di respiro che viene a mancare. Per me studentessa di Russo è come un piccolo sogno realizzato, dopo tante letture sulla storia di questa città. Il rosso brillante che la caratterizza e le colorate guglie a cipolla ti rapiscono lo sguardo. La Piazza Rossa rappresentava un collegamento tra il quartiere dei mercanti di  Kitay-gorod e la parte orientale del Cremlino. Il nome “kрасная“, non deve trarre in inganno facendo pensare al significato di “rosso” legato al Comunismo o al colore dominante. Infatti deriva da un altro dei suoi significati usato in passato “bella”. A sinistra della Piazza si trova l’imponente palazzo sovietico in cui sorgono i magazzini GUM ( Государственный универсальный магазин), che dopo il crollo dell’Unione Sovietica è stato privatizzato e contiene negozi di marche di lusso. Un altro elemento caratteristico della Piazza, è il Mausoleo di Lenin in cui nel 1924 venne deposta la salma del leader politico. La salma di Stalin, aggiunta negli anni Cinquanta, venne spostata dopo pochi anni vicino alle mura del Cremlino. Se lo si vuole visitare bisogna tenere presente che ci sono determinati orari da rispettare: da martedì a sabato, dalle 10 alle 13.00 e la domenica dalle 10 alle 14.00. E’ invece chiuso il lunedì ed il venerdì. Uscendo dalla Piazza Rossa e percorrendo la riva della Moscova lungo le mura, si raggiunge la Cattedrale di Cristo Salvatore (Храм Христа Спасителя) con la sua facciata bianca e le guglie dorate. Tornando nella Piazza del Maneggio, è possibile andare a visitare il teatro più importante e famoso della Russia: il Teatro Bolshoj (Большой театр), dove vengono messe in scena opere teatrali di fama mondiale.

DAY 3 – MOSCA TO S. PIETROBURGO

Dopo un altro giretto per la Piazza Rossa vista con il cielo azzurro, decido di seguire la mia Lonely e di andare in periferia, nella zona collinare universitaria da cui, si legge, si può ammirare la città dall’alto. Scendo alla fermata Universitet e cammino intorno a tutto il complesso universitario del MGU (Московский государственный университет имени М.В.Ломоносова), passeggiando per piacevoli giardini. L’edificio principale è uno delle Sette sorelle (Сталинские высотки), ovvero sette grattacieli che Stalin ha fatto costruire nel decennio 1947/57 come simbolo della potenza russa. Raggiungo finalmente il “famoso” punto panoramico, nient’altro che pochi metri in cui ci sono più superstrade che si incrociano e lasciano spazio alla visione di Mosca dall’alto (incrocio tra la strada Kosygina e la Michurinskij). Da questo punto, la fermata metro più vicina è Vorobevy Gory (Воробьевы Горы), raggiungibile attraversando un giardino botanico.

Per raggiungere San Pietroburgo, ho scelto il comodo treno cuccette che in 8 ore copre una distanza di circa 500km (2a classe). La sceltà è ricaduta sul treno standard soprattutto per una questione economica: 45 euro sono investiti sia per uno spostamento, sia per passare una notte in modo discretamente comodo. La stazione di partenza è la Leningradskij e quella di arrivo è la Moskovskij. Il sito ufficiale www.rzd.ru era solo in lingua russa nel 2011, mentre ora anche la ricerca degli orari è in inglese. Non so se anche la fase successiva di prenotazione e pagamento sia stata tradotta. Se così non fosse, è utile utilizzare Google Chrome e il Translator integrato. Se si vuole viaggiare low cost, un mio consiglio è quello di non affidarsi alle agenzie, italiane e non, per la prenotazione dei biglietti. Purtroppo, l’ostacolo linguistico  viene sfruttato per gonfiare questi prezzi, inserendo commissioni e spese di gestione della pratica.

DAY 4 – S. PIETROBURGO

San Pietroburgo (Санкт-Петербург) è la seconda città russa per importanza dopo la capitale, con i suoi 5 milioni di abitanti e il porto più importante. E’ stata fondata dallo Zar Pietro il Grande in un luogo strategico, il delta del fiume Neva che sfocia nel Golfo di Finlandia. Il nome iniziale era Pietrogrado, diventato poi Leningrado (fino al 1991 quando un referendum popolare ha decretato il ritorno alla prima versione).

Come a Mosca, la soluzione di soggiorno più conveniente è l’appartamento (agenzia STN Apartments). Con meno di 20 euro a testa abbiamo un appartamento spazioso per 3 persone, direttamente sulla Nevskij Prospekt. Oltre a essere in una posizione centrale, è facilmente raggiungibile dalla Stazione Moskovskij. E’ sufficiente prendere la metropolitana dalla vicina stazione Ploshchad Vosstanija (Площадь Восстания) per due due fermate, fino a Gostinyi Dvor (Гостиный двор).

Il mio giro parte dalla Prospettiva Nevskkij (Невский проспект), la principale via della città, che collega Piazza del Palazzo e Piazza Voshchtanija. E’ la strada della moda, con innumerevoli possibilità per fare shopping, ma ha anche una sua connotazione culturale per le chiese che via via sono state costruite per abbellirla. Essendo novembre il sole sorge intorno alle 9 del mattino, permettendomi di godermi un’alba uggiosa direttamente da Piazza Ostrovskij. E’ una delle piazze progettate dall’italiano Carlo Rossi, ornata dalla statua dedicata alla zarina Caterina II, l’unica ancora integra. Su di essa si affacciano alcuni edifici importanti, tra cui Il Teatro Aleksandriskij, la Biblioteca Nazionale di Russia e il Museo di Arti Teatrali e Musicali.  Subito lì a fianco, sul Fiume Fontanka, si affaccia il Palazzo Anichikov, palazzo imperiale progettato per Elisabetta I. Deve il suo nome al vicino Ponte Anichkov, ornato da statue equestri che raffigurano scene incentrate sul tema”La conquista del cavallo da parte dell’uomo”. Procedendo lungo il Fiume Fontanka, incontro a sinistra l’antica Via Italjanskaja che porta alla piazzetta in cui si erge il monumento dedicato allo scrittore Turgenev. Proseguendo su questa strada, raggiungo Piazza delle Arti (Площадь Искусств) con al centro il monumento dedicato a Pushkin. Superata la piazza, arrivo al Canale Griboedov, dove fa la sua comparsa l’imponente Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato (Храм Спаса на Крови), costruita nel luogo dell’assassinio dello Zar Alessandro II. Al primo impatto, mi sembra di essere tornata a Mosca, perchè il suo stile architettonico si discosta totalmente da quello barocco e neoclassico degli altri edifici. Si rifà invece allo stile russo medievale, ricordando la Cattedrale di San Basilio. A fianco si estende l’immenso giardino Michajlovskij Sad, su cui si affaccia l’omonimo Palazzo sede del Museo Russo. Superato il Canale Mojka, lungo cui in estate si susseguono battelli turistici, mi trovo davanti al Campo di Marte (Марсово поле) da cui in lontananza si scorge la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato. Qui sono seppelliti i partecipanti alla Rivoluzione di Febbraio del 1917. Al centro del Campo, nel 1957 è stata accesa una fiamma perpetua per commemorare i caduti. A est si estende il Giardino d’Estate (Летний сад) al cui interno si trova l’omonimo palazzo, residenza estiva dello Zar Pietro il Grande. Purtroppo in questo periodo dell’anno è chiuso e non posso visitarlo. Sotto una fastidiosa pioggerella e vento, percorro il lungo Neva fino a raggiungere il Palazzo d’ Inverno (Зимний дворец), la residenza ufficiale degli Zar. Invece di proseguire per Piazza del Palazzo, attraverso il Ponte del Palazzo sulla Neva e raggiungo l’Isola Vasilevskij da cui si scorge la Fortezza di Pietro e Paolo che visiterò il giorno successivo. L’area di interesse turistico è chiamata Strelka ed ospita alcuni edifici marittimi, l’università, l’antica Borsa valori, diversi musei ed offre splendide vedute della città. Uno dei primi edifici costruiti sull’isola fu il Palazzo Menshikov, diventato Museo dell’Arredamento e oggettistica d’epoca. Dopo un breve giretto lungo il fiume, superando le varie facoltà universitarie, e visitando la Chiesa di S. Andrea, ritorno verso la zona del Palazzo d’Inverno. Faccio prima una tappa ai Giardini Alessandrovskij vicino alla Cattedrale di S. Isacco dalle cupole dorate. Il giro finisce nella Piazza del Palazzo con un bellissimo sole che fa capolino dietro le nuvole. Il complesso dell’Ermitage che domina la piazza, indica l’insieme degli edifici che lo compongono: Palazzo d’Inverno, Piccolo Ermitage, Grande Ermitage, Nuovo Ermitage e Teatro dell’Ermitage.

DAY 5 – S. PIETROBURGO

Ripartendo dalla Prospettiva Neva, visito l’unico monumento che avevo tralasciato, ovvero la neoclassica Cattedrale di Kazan ispirata alla Basilica di S.Pietro a Roma. L’obiettivo principale della giornata è la visita all’Isola di Petrogradskij con la sua Fortezza di Pietro e Paolo (Петропавловская крепость), opera architettonica dell’italiano Domenico Trezzini. Senza rifare tutto il percorso a piedi, si raggiunge dalla fermata della metropolitana Gorkovskaja (Горьковская) con una breve passeggiata a piedi. Attraverso il Parco Aleksandrovskij e dopo una breve tappa a osservare la Moschea al suo fianco, la più settentrionale del pianeta, arrivo all’ingresso della Fortezza. Il tempo da dedicarci è di un paio di orette. Sfogliando la Lonely Planet scopro che in città esiste anche un tempio buddista. All’epoca, non essendo ancora stata in Giappone e Thailandia, sono molto molto curiosa di vederlo. Con la metropolitana raggiungo questa zona periferica, fermata Staraja Derevnja, e dopo una ventina di minuti in questa zona desolata, ma interessante per i miei gusti, raggiungo il tempio. Il Datsan Gunzechoyney è stato costruito nel 1915 per volere del Dalai Lama. Dopo la Rivoluzione del 1917 su ordine del governo sovietico praticamente tutti i templi buddisti furono distrutti, tranne questo.

LUFTHANSA
 20:35 – 20:45 S.Pietroburgo – Frankfurt
 21:45 – 23:00  Frankfurt – Milano (MXP)

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