Primo trekking della stagione: Parco Nazionale dello Stelvio

Il lungo inverno non ha sicuramente favorito l’apertura della stagione estiva e di tutte le attività outdoor tipiche della montagna. Ad alta quota la neve è ancora abbondante e alcuni rifugi hanno posticipato l’apertura, perchè non raggiungibili. Complice le ottime previsioni meteo, decido di rifuggire l’afa della Valpadana e andare in Alto Adige, precisamente in Val Venosta.

Prima della fotogallery vi accenno brevemente quali posti incantevoli incontrerete se vorrete prendere spunto dal mio viaggio.

Passo dello Stelvio (Stilfser Joch): con i suoi 2758mt è il valico, transitabile in auto, più alto d’Italia. I suoi 48 tornanti, dal versante altoatesino, collegano Trafoi con la Valtellina, che ne ha “solo” 36. Durante il periodo invernale è ovviamente chiuso, mentre in estate sono aperte le piste da sci. Solo il Giro d’Italia a volte si spinge fino a queste altitudini. Infatti il passo è chiamato anche Cima Coppi, in onore del grandissimo campione di ciclismo Fausto Coppi.

Val Monastero (Val Müstair): scendendo dal Passo dello Stelvio dal versante lombardo, a un certo punto si incontra uno svincolo. Proseguendo verso destra, si entra in Svizzera tramite il Passo dell’Umbrail 2503mt che congiunge i Grigioni svizzeri con la Valtellina. La Val Monastero è una valle dei Grigioni e si estende per la maggior parte in territorio svizzero, tranne l’ultima parte che si trova in Italia, in Val Venosta (Tubre, Glorenza). Una parte di strada che scende verso S.Maria in Monastero è sterrata, ma non crea particolari disagi. Il paesaggio, invece, è molto pittoresco e sempre di essere in mezza ad una scena del cartoon Heidi.

Lago di Resia (Reschensee): alla fine della lunghissima Val Venosta si trova il Passo Resia che congiunge il nostro Belpaese all’Austria. Un tempo qui si trovavano tre laghi, Resia, Curon e S.Valentino alla Muta. Nel 1950 venne costruita una grande diga che unificò i primi due e sommerse il paesino di Curon, di cui emerge solo il campanile. Una leggenda della zona racconta che in inverno pare che si sentano suonare le campane, nonostante non ci siano più. E’ una zona molto rilassante con lunghi percorsi per passeggiate a piedi o in bicicletta.

Solda (Sulden): è una frazione di Stelvio e si trova a 1.908mt. Posizionata ai piedi del gruppo montuoso Ortles-Cevedale è un piccolo gioiellino di fondo valle. Un grazioso laghetto e l’adiacente chiesetta sono i simboli principali del centro abitato.

Rifugio Serristori (Düsseldorferhütte): posto a 2721mt questo rifugio offre una bellissima vista panoramica sul gruppo Ortles-Zebrù. E’ raggiungibile dal paese di Solda con il sentiero n.5 che nel primo tratto ripido costeggia il Rio Zay e il bosco. L’accesso è posto dietro l’Hotel Cristallo. Superato questo primo strappo, si raggiungono i Prati di Zay. Da qui si vede una collinetta, che farebbe pensare a “Oh superata quello sono arrivato!”. Assolutamente no. Dopo lo scollinamento, i prati diventano sempre più radi e fa capolino il rifugio, posto su un altra collina. L’ultimo tratto comprende anche l’attraversamento di una semplice pietraia, che però in questo periodo dell’anno non è stata tale. Due nevai coprivano il sentiero e non erano attraversabili. Oltre a doverli aggirare, abbiamo dovuto prestare attenzione perchè a causa di una frana il sentiero era accidentato.

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